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Approvato il Documento di finanza pubblica, Pil 2026-2027 al ribasso a causa della guerra

di Corriere Roma
23/04/2026
in Economia Italiana
Tempo di lettura: 3 minuti
Approvato il Documento di finanza pubblica, Pil 2026-2027 al ribasso a causa della guerra

È stato approvato il Documento di economia e finanza 2026. Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, in conferenza stampa a Palazzo Chigi dopo l’ok da parte del Consiglio dei ministri, ha spiegato che la “situazione eccezionale” ha portato a rivedere il Pil sia per il 2026, sia per il 2027.
Il ministro ha aggiunto che, trovandoci in circostanze non normali, le previsioni contenute nel documento sono sì valide, ma anche discutibili a partire da oggi e nelle prossime settimane. Giorgetti quindi puntualizza che ci potrebbero essere degli aggiornamenti.

Approvato il Documento di finanza pubblica 2026
Il Consiglio dei ministri ha approvato il Documento di economia e finanza 2026. In questo, è stato rivisto il Pil del 2026 e del 2027 rispettivamente da +0,7% a +0,6%.
Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, nel corso della conferenza stampa a seguito del Consiglio dei ministri, ha ricordato che è un documento diverso rispetto al passato. Si tratta di una fotografia dell’andamento della finanza pubblica, collegata all’andamento dell’economia.
Giorgetti ha voluto sottolineare che:
Non viviamo in circostanze normali, ma di tipo totalmente eccezionale e quindi le previsioni, validate dall’Ufficio parlamentare di bilancio l’8 aprile 2026, sono già discutibili oggi e nelle prossime settimane saranno meritevoli di adeguamenti e aggiornamenti.

Il Documento prevede degli scenari “peggiori”. Giorgetti però non risponde direttamente e dice di rigirare la domanda a Donald Trump sulla durante della guerra in Iran:
Se credete che il ministro dell’Economia dell’Italia è in grado di fare una previsione corretta dell’andamento economico dei prossimi 6-10 mesi, siete fuori strada. Prendo atto di decisioni che stanno ben oltre il governo italiano.
Stime Pil al ribasso
Il Documento di finanza pubblica 2026 conferma l’impatto della crisi geopolitica sull’economia italiana. A darne un primo segnale è stata Bankitalia, secondo la quale lo scenario di base prevedeva un rallentamento del Pil allo 0,5% per il 2026 e il 2027. Un lieve rialzo era stimato solo a partire dal 2028, con un comunque basso 0,08%.
Le stime già al ribasso, rispetto allo 0,6% di dicembre per il 2026 e allo 0,8% per il 2027, sono ora state confermate dal Dfp. In sintesi, questo ha adeguato il Pil:

per il 2026 da 0,7% a 0,6%;
per il 2027 da 0,8% a 0,6%;
nel 2028 da 0,9% a 0,8%.

Rappresentano comunque uno scenario migliore di quello ipotizzato dal report di quattro pagine dell’istituto, secondo il quale non è da escludere del tutto neanche lo scenario peggiore, ovvero il rischio di una crescita pari a zero nel 2026 e una contrazione del -0,6% nel 2027.
Indebitamento netto in crescita
Sempre secondo le previsioni contenute nel Documento di finanza pubblica, come ha spiegato il ministro Giorgetti, sale anche l’indebitamento netto del prossimo triennio.
Il deficit sale:

nel 2026 dal 2,8% al 2,9%;
nel 2027 dal 2,6% al 2,8%;
nel 2028 dal 2,3% al 2,5%.

Mentre il tasso di crescita della spesa netta, che come ricorda il ministro è l’elemento fondamentale di rispetto della nuova governance, peggiora a sua volta:
nel 2025 da 1,3% a 1,9%, mentre è confermato a 1,6% per il 2026.

La situazione fotografata dal Documento di finanza pubblica 2026 è quella di un’inevitabile riduzione delle prospettive di crescita. Giorgetti ha sottolineato che:
questo quadro fotografa la realtà, ma meriterà di essere approfondito a breve con decisioni di natura politica.
Giorgetti cita la possibilità di deroga della spesa della Difesa.
La procedura d’infrazione
Rispondendo a una domanda sulla procedura d’infrazione, Giorgetti chiarisce di aver incontrato le agenzie di rating e aggiunge che conoscono la situazione a livello globale per quanto riguarda la crescita. Aggiunge:
Il confronto è tranquillo e sereno; certo, quello che sta succedendo non agevola le prospettive e, in particolare, qualora aumentassero le prospettive di inflazione e una stretta monetaria, si innescherebbe un circolo vizioso a danno di imprese, famiglie e stati sovrani.
Per quanto riguarda il 3,1% del deficit:
come diceva Boskov: “Rigore è quando arbitro fischia”. Puoi essere d’accordo o no, ma sono queste le regole del gioco. A me l’uscita dal deficit eccessivo interessava moltissimo fino al 28 febbraio 2026, dopo assolutamente meno.
Aggiunge che prima del 28 febbraio si sarebbe dovuta attivare la procedura e restare sotto il 3% attivando la clausola della Difesa. Senza l’uscita dalla procedura, si dovrà attendere una risposta parlamentare.
Rapporto debito/Pil: quanto pesa ancora il Superbonus
Per quanto riguarda il rapporto debito/Pil, è previsto:

nel 2026 al 138,6%;
nel 2027 al 138,5%;
nel 2028 al 137,9%.

Aggiunge però che senza Superbonus il debito pubblico sarebbe diminuito:
I dati risentono ancora del Superbonus. Ci pesa 40 miliardi nel 2026 e poi ci sarà la coda di 20 miliardi nel 2027.

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