Avanti di questo passo toccherà chiamarlo l’Imperatore di Roma. A maggior ragione se Gian Piero Gasperini dovesse riuscire a riportare nella Capitale lo Scudetto dopo oltre un quarto di secolo. Tutte le decisioni passano da lui: tecniche e di mercato; in estate ha voluto al suo fianco Tony D’Amico come ds dopo il biennio insieme all’Atalanta. Tutta un’altra storia rispetto all’assenza di feeling col predecessore Massara, col quale i rapporti si erano incrinati già nel luglio 2025, ovvero quando l’attuale dirigente juventino prese El Aynaoui invece di Rios (prima scelta di Gasp) per la mediana. Da allora una lotta continua fino all’aut aut primaverile posto ai Friedkin: quel o io o loro in riferimento al tandem Massara-Ranieri che ha, di fatto, segnato la svolta in casa romanista.
Roma, Gasperini punta allo Scudetto dopo il ritorno in Champions
Nel finale di stagione con Gasp plenipotenziario del club la Roma fa filotto: 5 vittorie di fila che valgono la risalita fino al terzo posto e il ritorno in Champions dopo 8 anni. Adesso, dopo aver allungato la panchina coi vari Balerdi, Molina, De Roon e Castro, nella Capitale sognano di cucirsi addosso il tricolore. Difficile ma non impossibile nella stagione che porta al Centenario. Merito dei gol di quel Malen voluto da Gasperini, che a gennaio scavalcò Massara (più orientato su Vaz e Zirkzee) parlando direttamente con la proprietà pur di averlo. Proprio il rapporto diretto creatosi tra Gasp e i Friedkin rappresenta uno dei segreti di questa Roma. In passato sull’altare del bilancio erano stati sacrificati i big, stavolta le cose sono andate diversamente.
Gasperini trattiene i big e prepara una Roma ancora più ambiziosa
Impossibile dimenticare le dichiarazioni tuonanti del tecnico a giugno per spazzare via il pressing dell’Inter su Mancini o a caldeggiare il rinnovo di Dybala. Detto, fatto. Così come c’è stato lo zampino di Gasp a sventare l’assalto del Chelsea last minute per Kone. Niente da fare. Il condottiero giallorosso si è immolato, pur di non perdere la diga francese a metà campo. Tanto da far arrivare un messaggio minaccioso ai propri dirigenti: «Se lo vendete, me ne vado». Un atto di forza che ha permesso alla Roma di tenersi stretta tutti i top, in barba pure al famigerato Fair Play Finanziario. Gasp – si sa – è ambizioso e a volte incontentabile: ecco perché avrebbe voluto pure un esterno offensivo con caratteristiche alla Lookman. State tranquilli: a gennaio verrà accontentato. Intanto tutti gli acquisti dell’anno scorso (tranne Malen e Wesley scelti dal tecnico) hanno fatto i bagagli: sul campo ora la Roma Made in Gasp vola e si appresta a sfidare l’Inter per lo Scudetto. Chi l’avrebbe detto soltanto pochi mesi fa? Sicuramente non Comolli che lo scartò per la Juve. Mi chiamo Gian Piero e risolvo problemi. A suon di risultati.
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