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Molte petroliere nel Golfo di Trieste, ‘per richieste e problemi tecnici’

di Corriere Roma
08/04/2026
in Cronaca Italiana
Tempo di lettura: 2 minuti
Molte petroliere nel Golfo di Trieste, ‘per richieste e problemi tecnici’

L’incertezza dello scenario
mediorientale che spinge ad avere a disposizione la massima
quantità di greggio e un rallentamento tecnico nell’attività per
ragioni inerenti anche a terzi. Sono le cause dell’alto numero
di petroliere nel Golfo di Trieste da giorni. Lo ha detto
Alessandro Gorla, presidente di Siot e General Manager di Tal,
l’oleodotto che rifornisce di greggio Austria, Baviera,
Baden-Württemberg e Repubblica Ceca, in merito al numero
insolitamente alto di petroliere in rada nel Golfo di Trieste,
in attesa di scaricare il greggio.
Gorla ha precisato che la crisi mediorientale non sta avendo
conseguenze sui traffici della società. Il presidente di Siot e
g.m. di Tal ha parlato di “diversi fattori concomitanti”.
   
Innanzitutto la volontà di avere “a disposizione la massima
quantità di greggio per garantire approvvigionamento: “I nostri
serbatoi al momento sono a piena capacità e la presenza dei
vascelli in rada è anche legata alla necessità di scaricare
prodotto in funzione dei volumi consegnati in linea”.
   
Inoltre, a marzo c’è stato “un rallentamento tecnico della
linea dovuto a molteplici occorrenze, nostre e di terze parti.
   
La situazione tornerà alla normalità in aprile, al termine di
interventi manutentivi periodici”. Gorla ha garantito che
“l’oleodotto è operativo”. Infine, nel 2025, la quota di greggio
proveniente da Iraq e Arabia Saudita è stata del 12,2% del
totale giunto a Trieste: percentuale destinata nel 2026 a
ridursi. Parte dei carichi iracheni continua ad arrivare
attraverso la Turchia tramite tubazione Kirkuk-Ceyhan, mentre
alcuni carichi sauditi vengono imbarcati dal Mar Rosso. Tra le
aree di provenienza in crescita si segnalano le Americhe, con un
atteso incremento dei flussi da Stati Uniti, Guyana e Brasile.
   
“Un punto di forza dell’infrastruttura TAL è la capacità di
accettare oltre 250 diverse varietà di greggi provenienti da
geografie anche molto distanti”, ha concluso Gorla.
Nel 1972 l’oleodotto fu oggetto di un attentato da parte di
Settembre nero, ma per alcuni errori dei terroristi con
relativamente pochi danni.
   

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

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