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Fmi-Banca mondiale-Iea, azione comune su impatto guerra in Medio Oriente

di Corriere Roma
14/04/2026
in Mondo Economia
Tempo di lettura: 2 minuti
Fmi-Banca mondiale-Iea, azione comune su impatto guerra in Medio Oriente

L’impatto della guerra in Medio Oriente “è rilevante, globale e fortemente asimmetrico, colpendo in modo sproporzionato i Paesi importatori di energia, in particolare quelli a basso reddito”, con l’aumento dei prezzi di petrolio, gas e fertilizzanti. Lo affermano in una nota congiunta i vertici di Agenzia internazionale dell’energia (Iea), Fmi e Banca mondiale riunitisi a Washington, impegnandosi a “monitorare e valutare attentamente l’impatto della guerra sui mercati energetici, sull’economia globale e sui singoli Paesi, coordinando al contempo la nostra risposta e il sostegno” ai Paesi interessati. 
“Opereremo in collaborazione con altre organizzazioni internazionali, avvalendoci delle loro competenze ove necessario, al fine di porre le basi per una ripresa resiliente, capace di garantire stabilità, crescita e occupazione”, si legge ancora nella nota diffusa alla vigilia dei lavori di primavera di Fmi e Banca mondiale, nell’ambito del gruppo di coordinamento istituito a inizio aprile per “massimizzare la risposta delle rispettive istituzioni agli impatti energetici ed economici della guerra in Medio Oriente”.     Alcuni produttori di petrolio e gas in Medio Oriente “hanno inoltre subito un drastico calo dei ricavi derivanti dalle esportazioni” e “la situazione resta estremamente incerta e il transito marittimo attraverso lo Stretto di Hormuz non si è ancora normalizzato”. Anche dopo la ripresa dei regolari flussi di navigazione attraverso lo Stretto, “occorrerà tempo perché le forniture globali delle principali materie prime ritornino ai livelli pre-conflitto”. Inoltre, si legge ancora, i prezzi di carburanti e fertilizzanti “potrebbero restare elevati per un periodo prolungato, considerati i danni subiti dalle infrastrutture”.     A causa delle interruzioni nelle supply chain, è probabile che la carenza di fattori produttivi essenziali abbia ripercussioni sui settori energetico, alimentare e su altre industrie. La guerra ha inoltre causato “lo sfollamento forzato di persone, ha avuto un impatto sull’occupazione e ha ridotto i flussi turistici e di viaggio”, dinamiche il cui ripristino potrebbe richiedere tempo.     “I nostri team stanno collaborando a stretto contatto, anche a livello nazionale, per mettere a frutto le rispettive competenze e assistere i Paesi attraverso consulenze strategiche mirate e, nel caso di Fmi e Banca Mondiale, tramite un sostegno finanziario laddove necessario”.    

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