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Crosetto: sappiamo far rispettare i trattati, non siamo in guerra

di Corriere Roma
08/04/2026
in Politica, Primo Piano
Tempo di lettura: 2 minuti

Ascolta la versione audio dell’articolo«Rispettare accordi non vuol dire essere coinvolti in una guerra. Noi siamo parte della Nato, non siamo in guerra con l’Iran. Sappiamo far rispettare i trattati». Lo ha detto il ministro della Difesa, Guido Crosetto, nel corso dell’informativa urgente sull’utilizzo delle basi Usa in territorio italiano. L’informativa del ministro arriva dopo le tensioni politiche seguite allo stop all’atterraggio in Sicilia di bombardieri americani diretti nel Golfo, con il governo che ha però ribadito che i rapporti con Washington restano solidi e nel rispetto degli accordi internazionali.«Il nostro Paese ha bisogno di unità»Nel suo intervento Crosetto ha fatto un appello all’unità: «In questo momento il nostro Paese ha bisogno di unità, almeno nel settore più difficile che stiamo affrontando». Per Crosetto c’è da «difendersi di fronte alla follia che sembra aver preso il mondo, in cui la ricerca di armi sempre più sofisticate, la ricerca della bomba atomica per dirimere le controversie internazionali, la volontà di distruggere altri Paesi come l’Iran nei confronti di Israele, sembrano essere all’ordine del giorno».Loading…«Nessun governo ha mai messo in discussione accordi con Usa»«L’applicazione degli accordi sull’uso delle basi militari americane in Italia – ha fatto notare Crosetto – è sempre stata caratterizzata da un’assoluta, coerente continuità da oltre 75 anni. Nessun governo, di nessun colore politico ha mai disatteso, messo in discussione o anche solo ventilato l’ipotesi di non attuare i trattati internazionali fra Italia e Stati Uniti. Non lo dico in modo polemico. Nessun governo, giustamente, ha mai messo in discussione questi accordi. Ne ha preso atto e li ha applicati».E ancora: «Le mie affermazioni sono documentate dalla realtà dei fatti e non hanno nulla a che fare con l’ideologia o con la posizione di questo governo. Ho citato soltanto fatti. Anche parte delle forze politiche che alle volte sento criticare, chiedendo a gran voce la revisione dei trattati, hanno sempre agito nell’alveo di quei trattati, senza mai negare l’utilizzo delle basi italiane alle forze americane».Nel suo intervento il ministro della Difesa ha anche chiarito: «Noi non possiamo assecondare rotture isteriche né subordinazione infantile, perché la strada in cui ci muoviamo, è quella della legge, dei trattati internazionali e della Costituzione».

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