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Legge elettorale, giovedì nuovo round: tutti i nodi ancora aperti

di Corriere Roma
07/04/2026
in Politica, Primo Piano
Tempo di lettura: 2 minuti

La prossima seduta della commissione Affari costituzionali è fissata per giovedì. ‘Sono previste votazioni’, si legge nella convocazione. Se il voto, come si valutava nei giorni scorsi, sarà sul ‘perimetro’ della riforma, si preannuncia la prima divaricazione tra maggioranza e opposizione. Il centrodestra vuole allargare il tema della legge elettorale anche alle norme per il voto degli italiani all’estero. Quota che potrebbe essere determinante se il risultato dovessere essere sul filo. Nel mirino sia le modalità di assegnazione dei seggi che di voto, con il superamento di quello postale in favore di una votazione in presenza nei consolati. Si tratta di ipotesi ma le opposizioni si sono già dette contrarie nell’ultimo ufficio di presidenza: “Una forzatura”.

L’iter della leggeL’iter della legge è appena partito a Montecitorio ma, almeno per il momento, la cifra dei lavori è il muro contro muro. La maggioranza garantisce volontà di confronto. “Si parte dal testo della maggioranza ma si può discutere di preferenze, dell’entità del premio di maggioranza, della soglia da cui scatta… Non c’è alcuna blindatura”, assicura il presidente della Affari Costituzionali a Montecitorio, Nazario Pagano. Assicurazioni che non convincono le opposizioni. “Trucchetti”, il commento della capogruppo dem in commissione, Simona Bonafè, insieme ai rappresentanti delle altre forze di centrosinistra che nei prossimi giorni potrebbero istituire un tavolo per coordinarsi nei lavori, riferiscono fonti parlamentari all’Adnkronos. I tempi previstiNelle prossima seduta verrà fissato il calendario delle audizioni con tempi già delineati dal presidente Pagano: l’obiettivo è l’ok della legge alla Camera entro l’estate, per arrivare al via libera definitivo al Senato entro l’anno. “Qualora disgraziatamente nel centrosinistra dovesse prevalere ancora una volta il partito del no a prescindere dal merito -osserva il presidente della Affari Costituzionalial Senato, Alberto Balboni di Fdi- credo che le forze più responsabili presenti in Parlamento dovranno assumersi la responsabilità di prendere comunque l’iniziativa e portare a termine la riforma. La democrazia non è una discussione infinita, ma la capacità di prendere le decisioni necessarie”.

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