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Mattarella, Meloni e le custodie speciali per i telefoni: cosa sono le Faraday Bag

di Corriere Roma
17/03/2026
in Politica, Primo Piano
Tempo di lettura: 2 minuti
Mattarella, Meloni e le custodie speciali per i telefoni: cosa sono le Faraday Bag

Cellulari top secret. La recente riunione del Consiglio Supremo di Difesa, presieduto dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, si è sofferma ovviamente sulla crisi in Medio Oriente con l’analisi della guerra in Iran ed è stata documentata con una serie di foto che hanno ritratto i partecipanti al tavolo. Oltre al Capo dello Stato, tra gli altri, la premier Giorgia Meloni, il ministro degli Esteri Antonio Tajani, quello della Difesa Guido Crosetto. E poi Matteo Piantedosi, ministro dell’Interno, Giancarlo Giorgetti, ministro dell’Economia, il ministro delle imprese e del made in Italy, Adolfo Urso, e il Capo di Stato maggiore della difesa, Generale Luciano Portolano.

Erano presenti anche ilsSottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri Alfredo Mantovano, il segretario generale della Presidenza della Repubblica, Ugo Zampetti, il consigliere del Presidente della Repubblica per gli Affari del Consiglio supremo di difesa e Segretario del Consiglio, Francesco Saverio Garofani.Tutti, compreso Mattarella, come mostrano le foto hanno riposto i cellulari in una speciale custodia. Perché? La spiegazione è contenuta in un post che Adriano Frinchi, presidente della Commissione Difesa della Camera, ha pubblicato su Linkedin. “Perché nelle riunioni più sensibili i telefoni vengono messi in una custodia speciale? Non si tratta di un semplice contenitore, ma di una custodia schermante, spesso chiamata Faraday bag”, scrive.”Queste custodie sono progettate per bloccare completamente i segnali radio del telefono: una volta inserito all’interno, lo smartphone non può più collegarsi alla rete cellulare, al Wi-Fi, al Bluetooth o al GPS. In questo modo si evita qualsiasi rischio di intercettazioni, attivazioni da remoto del microfono, trasmissioni involontarie di dati, geolocalizzazione del dispositivo”, spiega Frinchi. “È una misura semplice ma efficace, ormai utilizzata abitualmente in riunioni istituzionali, militari e di sicurezza, dove la riservatezza delle conversazioni è fondamentale. Un piccolo dettaglio tecnologico che racconta molto di come oggi si protegge la sicurezza delle comunicazioni”, aggiunge.

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