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Florida, indagine su OpenAI: ChatGPT e sparatorie, che collegamento c’è?

di Corriere Roma
11/04/2026
in Tecnologia
Tempo di lettura: 1 minuti
Florida, indagine su OpenAI: ChatGPT e sparatorie, che collegamento c’è?

La Florida ha aperto ufficialmente un fronte legale contro OpenAI, sollevando interrogativi che spaziano dalla geopolitica alla sicurezza dei cittadini. Il Procuratore Generale James Uthmeier ha annunciato l’avvio di un’indagine volta a verificare se i dati e le tecnologie della società stiano finendo nelle mani di avversari strategici, con un riferimento esplicito al Partito Comunista Cinese. L’iniziativa si inserisce in un clima di crescente tensione attorno alla sovranità tecnologica americana, ipotizzando che gli strumenti sviluppati dal pioniere dell’intelligenza artificiale possano rappresentare una minaccia se non adeguatamente monitorati.

Le accuse mosse dall’ufficio del Procuratore Generale non riguardano solo la protezione dei dati sensibili, ma toccano la cronaca nera più recente. ChatGPT viene associato a potenziali comportamenti criminali legati alla diffusione di materiale pedopornografico e all’incitamento all’autolesionismo. Particolarmente pesante è il richiamo alla sparatoria avvenuta presso la Florida State University nell’aprile 2025: secondo le autorità, il sospettato avrebbe utilizzato il chatbot come supporto nelle fasi precedenti all’attacco. Questa tesi è sostenuta anche da un’azione legale dei familiari di una delle vittime, i quali accusano il sospettato di essere stato in costante comunicazione con l’intelligenza artificiale durante la pianificazione del gesto.Il tempismo dell’indagine appare critico per OpenAI, attualmente impegnata nei preparativi per l’offerta pubblica iniziale prevista entro la fine dell’anno. La pressione regolatoria si sta intensificando non solo a livello statale, ma anche federale, con la Federal Trade Commission che già lo scorso ottobre aveva ordinato la consegna di documenti relativi alla tutela dei minori. La posizione della Florida riflette la volontà di imporre limiti severi allo sviluppo tecnologico quando questo entra in conflitto con l’incolumità pubblica, esigendo che i giganti del settore non sacrifichino la sicurezza sull’altare dell’innovazione. Il Procuratore Generale ha confermato che i primi mandati di comparizione sono in fase di emissione.

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