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Conte ‘riunisce’ il campo largo: ‘Le primarie non saranno divisive’

di Corriere Roma
16/04/2026
in Politica, Primo Piano
Tempo di lettura: 2 minuti
Conte ‘riunisce’ il campo largo: ‘Le primarie non saranno divisive’

Uno dopo l’altro, i leader del campo largo si sono seduti nella platea allestita in galleria Sordi a Roma per la presentazione del libro del presidente del M5s, Giuseppe Conte: “Una nuova primavera”. L’effetto è stato quello di una dimostrazione almeno “fotografica” di unità: Conte, la segretaria del Pd Elly Schlein con i leader di Avs Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli e poi una schiera di parlamentari delle tre forze alleate, diversi di loro ministri ai tempi del leader M5s a Palazzo Chigi. C’è questo tema delle primarie che va avanti a scossoni, con Conte che le vuole e gli altri che nicchiano. E quindi il presidente del M5s ha fatto un po’ di promozione, cercando di rassicurare, per esempio, chi teme il bagno di sangue fra alleati. Certo che” le primarie “possono essere divisive – ha detto Conte – Ma, nella mia prospettiva, ci si candida condividendo prima il progetto, senza personalismi divisivi. Il percorso per arrivarci sarà in chiarezza, trasparenza e inclusivo”.
Il nuovo pressing di Conte è arrivato nel giorno in cui un sondaggio di Youtrend ha detto una cosa diversa rispetto a quasi tutti quelli usciti finora: le primarie le vincerebbe Schlein con il 41% davanti a Conte col 26% e alla sindaca di Genova Silvia Salis col 25%. Se i singoli se la giocheranno l’uno contro l’altro, la squadra giocherà insieme. E su quel fronte la rilevazione ha incoraggiato il campo largo: per Youtrend, “complessivamente, l’area giallorossa” (il campo largo: Pd, M5s e Avs) “arriva al 43%, intorno al suo massimo storico, superando il centrodestra anche senza le forze centriste.
Il blocco di governo (FdI, FI, Lega, Nm) si colloca al 42,1%”. In vista delle politiche, il dibattito ruota attorno alle primarie. Conte ha sdrammatizzato: se perdo, “io non mi suiciderò e neanche Elly”, ha scherzato. Ma insomma, l’ipotesi di tornare a Palazzo Chigi non può che tentare. Scegliere fra quello e lo scudetto alla Roma? “Io sono un forte tifoso giallorosso – ha risposto Conte – sono tentato, ma ho anche grande rispetto della mia comunità, rimango agnostico”. Ma nel Pd c’è ancora chi non vede le primarie all’orizzonte.
“Credo che non ci sarà nemmeno il tema di farle – ha detto il deputato Dem Lorenzo Guerini – perché non credo che cambieranno l’attuale legge elettorale”. A parole, le condizioni che pone Conte si possono sovrapporre a quelle del Pd: “Fare le primarie è una soluzione – ha detto il presidente M5s – Ma siamo tutti d’accordo che prima dobbiamo costruire un progetto condiviso”. E poi, sulle regole: “Le primarie chiuse sono una contraddizione in termini”. Quindi dovrà poter partecipare chiunque, al di là delle tessere, e anche on line. La strada appare tracciata: “Cercheremo di lavorare tutti per un progetto che non può che essere unitario – ha spiegato il leader M5s – e deve trascendere l’interesse legittimo della propria forza”. Anche se restano i temi. Per esempio, Schlein ha fatto scudo a Meloni dopo l’attacco di Trump, mentre per Conte la premier “paga il metro del tradimento” delle aspettative che aveva creato nel presidente americano. E poi la (per ora) inconciliabile posizione sulle armi all’Ucraina: “Come puoi, in modo serio e ragionevole, scommettere sulla vittoria militare sulla Russia? Abbiamo investito tanto ma in armi, non potevamo investire in diplomazia?”.

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