Gli appartamenti dell’Ater di Roma,
in passato occupati abusivamente e oggi liberati ma non ancora
assegnati, saranno trasformati in alloggi di servizio per le
forze dell’ordine. È questo il contenuto del protocollo d’intesa
firmato al Viminale dal ministro dell’Interno, Matteo
Piantedosi, e dal presidente della Regione Lazio, Francesco
Rocca.
L’iniziativa prevede l’assegnazione degli immobili a canoni
calmierati agli operatori delle forze di polizia in servizio sul
territorio e punta a tenere insieme due obiettivi: rafforzare la
sicurezza e promuovere la riqualificazione del tessuto urbano.
La presenza stabile degli agenti contribuirà a migliorare la
vivibilità di quartieri ad alta densità abitativa, spesso
segnati da situazioni di fragilità e degrado.
Il protocollo nasce come progetto pilota, con la prospettiva
di essere esteso ad altre realtà dell’area metropolitana. Il
progetto, finanziato dal Ministero dell’Interno, sarà attuato
secondo modalità definite da un gruppo di lavoro istituito al
Viminale. La Prefettura di Roma coordinerà l’individuazione
degli immobili, fino a un massimo di dieci stabili, in raccordo
con gli enti coinvolti.
“Il progetto rappresenta un modello virtuoso che integra
riqualificazione e controllo del territorio, realizzando in
questo caso anche un miglior utilizzo di beni pubblici,
sottraendoli ad abusivismo e illegalità”, ha dichiarato il
ministro Piantedosi dopo la firma dell’accordo. “L’impiego di
stabili di edilizia residenziale pubblica come alloggi di
servizio contribuirà, grazie alla presenza degli operatori delle
forze di polizia, ad aumentare nelle persone la percezione della
vicinanza delle istituzioni aumentando il senso di sicurezza e
favorendo una maggior vivibilità degli spazi cittadini”, ha
aggiunto il titolare del Viminale.
“È una scelta che tiene insieme legalità, sicurezza e
riqualificazione urbana – sottolinea Rocca -. La presenza
stabile degli operatori nei quartieri più complessi non è solo
un presidio, ma un segnale chiaro: lo Stato c’è e investe nella
qualità della vita delle comunità. Allo stesso tempo offriamo un
sostegno concreto a chi presta servizio a Roma e nell’area
metropolitana, con alloggi a canoni calmierati che rappresentano
un aiuto reale in una città dove il costo della vita è alto”.
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